Riflessioni di fine anno sul mondo della simulazione di volo

Già alla fine del 2017 e nella simulazione di volo molte cose sono successe e pare che molte di più ne succederanno il prossimo anno. Aziende, sviluppatori, venditori, tutti dicono che la simulazione di volo non è morta, anzi, non è mai stata così bene, anzi starà ancora meglio; il futuro appare radioso.

E’ vero; nuovi aerei, nuovi scenari, nuovi addon, vengono sfornati a getto continuo. E sono sempre migliori, sempre più complessi, sempre più simili al vero, “the real thing” come dicono gli inglesi.

E poi di pari passo c’è l’evoluzione continua dell’IT, dell’hardware e del software, che consente di avere computer, schede grafiche, display, sempre più veloci e performanti. Per non parlare dell’AI, l’intelligenza artificiale degli ambienti e della realtà virtuale ormai alle porte. E poi c’è l’evoluzione dei simulatori con il passaggio a 64bit e l’affacciarsi di nuove piattaforme di simulazione nel corso del 2017.

E’ vero il futuro della simulazione sarà radioso, faremo girare dei programmi di grande realismo, su macchine ultra performanti, volando su multiplayer multi-piattaforma. Si, sarà così, ma che cos’è questo senso di disagio che si sente dicendo tutto questo?

 

Un po’ è colpa di FSX.

Prima c’era lui, praticamente l’unico del mercato, un punto di riferimento, “il” punto di riferimento per tutti.

E poi c’era dietro Microsoft, grandi staff, ultraprofessionali, con grandi risorse di mezzi, gente che guardava avanti e che sapeva il fatto suo riguardo all’aviazione.

Quel punto di riferimento ormai non c’è quasi più, adesso c’è Steam, Prepar3D, X-Plane e altri allo stato nascente. L’orizzonte si sta frantumando, niente è più compatibile con niente, le varie piattaforme cominciano ad avere altre logiche, altre evoluzioni. Che fare? Da che parte andare? Non è una scelta da poco, vuol dire prendere una strada che può impegnarci per i prossimi anni (e svuotarci il portafogli). C’è chi resta attaccato caparbiamente a FSX e a Windows7, programmi già dichiarati defunti da chi li ha creati.

 

Certo la base delle installazioni è ancora molto alta, ma fra un po’ non ci saranno più lettori di CD nei PC e non si piò fare girare FSX con Windows 10.

Certo, gli sviluppatori sfornano ancora addon per FSX, ma lo fanno perché la base installata è alta, perché è più facile, perché è poco conveniente sviluppare per più piattaforme e perché in una situazione in evoluzione e preferiscono aspettare. Eviterò di parlare dei pro e contro delle altre piattaforme al di fuori di FSX, perché nessuna è perfetta e ognuna ha le sue magagne, che in fondo sono quelle che si portano dietro sin dalla nascita. E quindi l’incertezza nasce da questa situazione che sta evolvendo. Ma si potrebbe dire: viva il cambiamento, alla buon ora  e chissenefrega.

 

Ma c’è dell’altro di cui riflettere alla fine di questo 2017.

La simulazione di volo, intesa ai nostri livelli, come la intendiamo noi, rimane un mondo di nicchia. Non ci sono più i grandi team della Microsoft Game Studios dietro la simulazione; molte sono piccole strutture con freelance esterni o peggio sono singoli sviluppatori individuali. Ne abbiamo visti tanti negli ultimi anni di prodotti abbandonati o lasciati a se stessi, perché lo sviluppatore ha abbandonato, perché si è ritirato, perché non si sa che fine abbia fatto. Per citarne qualcuno: Reality XP, Vox ATC, Realair e molti altri che si trovano ancora su internet in siti non più aggiornati.

 

Noi ci affidiamo a realtà fragili.

Che ne sarebbe di X-Plane se un giorno Austin Meyer venisse giù con il suo Lancair? Chi  metterebbe mano alle ormai mitiche 700.000 righe di codice del programma? Probabilmente nessuno.

E se Stephen decidesse di fare qualcosa di meglio che programmare ProATC-X?

Se Peter dovesse dedicarsi al suo vero lavoro invece di occuparsi di joinFs?

Se Dowson decidesse che 80 anni sono troppi per aggiornare FSUIPC?

E via a seguire.

 

Comunque è così, questa simulazione di volo non sarà mai un prodotto di massa e noi ci dovremo barcamenare in questo settore, cercando di capire qual è la prossima “big thing” e sperando di non prendere strade sbagliate. Aziende, sviluppatori, venditori, tutti dicono che la simulazione di volo non è morta, anzi, non è mai stata così bene, anzi starà ancora meglio.

 

Bene, si decolla.
Allacciarsi le cinture.

( Articolo di Giancarlo Ferri )

 

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