Pianificazione FRAIT

Svolta epocale per gli spazi aerei italiani: è in arrivo la FRAIT (Free Route Airspace Italy). Il provvedimento era stato già annunciato con la Circolare Informazioni Aeronautiche A11/16, ma è diventato operativo già dall’ 8 Dicembre 2016, con l’AIRAC A11/16. In buona sostanza, nello spazio aereo FRAIT, i piloti devono pianificare rotte dirette (DCT) tra un definito punto di ingresso ed un definito punto di uscita, con la possibilità di utilizzare definiti punti intermedi, senza alcun riferimento al sistema di rotte ATS (che sono, di fatto, abolite al suo interno), in funzione della disponibilità dello spazio aereo. 

 

Il tutto allo scopo di garantire efficienza, affidabilità e sostenibilità ambientale dell’intero sistema. Si tratta di una singola zona, usabile H24 e classificata “C”, avente come limiti laterali l’insieme delle aree di responsabilità delle ACC italiane (Milano, Padova, Roma e Brindisi) e come limiti verticali lo spazio compreso fra il livello di volo 335 e il livello di volo 660.

Nello spazio FRAIT i livelli di crociera sono organizzati nel rispetto di quanto previsto nella tabella dei Livelli di Crociera contenuta nell’Annesso 2 ICAO, Appendice 3, a). Per conformarsi alle direttrici di traffico predominanti, si applicano le seguenti variazioni relativamente alla rotta:

  • “da 090 a 269 gradi” invece che da “000 a 179 gradi”;
  • “da 270 a 089 gradi” invece che da “180 a 359 gradi”
 

Inoltre:

  • In fase di pianificazione, non è applicata alcuna restrizione per quanto riguarda la massima distanza diretta compresa fra i waypoints all’interno del FRAIT.
  • Nello spazio aereo FRAIT è consentito l’inserimento dei segmenti diretti (DCT) nel PLN. Tali segmenti devono essere compresi entro i limiti dello spazio aereo FRAIT.
  • Non è consentito pianificare segmenti DCT a una distanza di 2.5 NM o meno dal confine che separa le competenze di due fornitori di servizi della navigazione aerea.
 

Nota: questo limite era posto 5NM nella AIC A11/16, ma è stato abbassato a 2.5NM nelle pagine dell’AIP

  • E’ possibile pianificare voli che attraversino le aree “AMC manageable”, tuttavia, se alcune porzioni di spazio aereo non dovessero essere disponibili, si renderebbe necessario l’utilizzo di punti intermedi per circumnavigare l’area interdetta.
  • Per consentire il collegamento dallo spazio aereo FRAIT al sistema di rotte ATS previsto per l’atterraggio sugli aeroporti di Milano/Linate (LIML), Milano/Malpensa (LIMC), Bergamo/Orio al Serio (LIME), Roma/Ciampino (LIRA), Roma/Fiumicino (LIRF) e Venezia/Tessera (LIPZ), sono state definite delle traiettorie (Transition Routing).
  • Tali traiettorie (Transition Routing) sono identificate da due punti intermedi obbligatori (Compulsory Intermediate): il primo deve essere pianificato al di sopra di FL 335 (all’interno dello spazio FRAIT), mentre il secondo al di sotto di FL335, per collegarsi alla rete convenzionale di rotte ATS. Le Transition Routing sono implementate attraverso la definizione di restrizioni RAD (Route Availability Document).
  • Al fine di evitare brevi attraversamenti dello spazio aereo di competenza di più ACC, sono definite due zone all’interno delle quali non è consentito pianificare traiettorie (No Planning Zone – NPZ); i piloti devono quindi evitare tali aree pianificando appropriati punti Intermedi, pubblicati in AIP Italia ENR 4.1.1. e 4.4
La connessione fra il FRAIT e la rete delle rotte ATS poste al di sotto del livello di volo 335 sarà garantita tramite l’utilizzo di specifici punti Intermedi (Compulsory Intermediate Point) che devono obbligatoriamente essere pianificati prima/dopo l’Entry/Exit point corrispondente.
 
Dal 28 maggio 2018 seguirà il seguente aggiornamento:
 
 

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