FSX Steam Edition

Se c’è un filone videoludico per il quale è praticamente indispensabile disporre di un buon PC, esso è indubbiamente quello delle simulazioni pure, e non parliamo di capre, rocce o allegri chirurghi affetti dal morbo di Parkinson, che tanto vanno di moda in questo periodo, ma di prodotti che provano – e in diversi casi riescono – a riprodurre con estrema fedeltà ciò che le leggi fisiche o una specifica mansione lavorativa determinano nel nostro mondo reale.

Tra le avanguardie in tal senso, Microsoft Flight Simulator rappresenta una delle eccellenze più conosciute e apprezzate in assoluto, forte della sua lunghissima tradizione iniziata nel lontano 1982 con grafica monocromatica in ambiente MS-DOS, sebbene, tuttavia, essa sia culminata nel più incredibile quanto spiacevole dei modi, ovvero con l’azzardato lancio del free to play Microsoft Flight, depauperato dell’appellativo Simulator, soffocato da esorbitanti acquisti “in App” e vendite talmente basse da costringere gli sviluppatori a chiudere il progetto nel 2012, a una manciata di mesi dal debutto sul mercato. Facendo un balzo indietro, l’ultimo vero simulatore di volo della casa di Redmond fu il decimo capitolo della saga lanciato nel 2006, un’opera vastissima per poliedricità e contenuti che fu ulteriormente espansa nel 2007 grazie al delizioso “Acceleration Pack”, e che ancora oggi detta legge fra le simulazioni dedicate al volo civile. Nonostante la profondità e il modello di volo sopraffino, plasmato da decenni di esperienza nel settore e montagne di milioni di dollari investiti per svilupparne la tecnologia, all’epoca si trattava di un prodotto estremamente problematico, non solo per i fastidiosi e numerosi bug che lo affliggevano, ma soprattutto per la pesantezza incredibile del suo motore fisico e grafico, che esigeva sistemi con potenze di calcolo ben superiori alla media di quelli disponibili al tempo. Il passare degli anni e l’evoluzione tecnologica hanno solo in parte migliorato l’esperienza, ciò nonostante, tra cambi di sistemi operativi e supporto ufficiale sempre meno presente, alla fine Microsoft Flight Simulator X non è mai riuscito a esprimere al meglio le sue enormi potenzialità. Ebbene, a quasi dieci anni dal debutto, questo momento è finalmente giunto.

È MORTO IL RE, EVVIVA IL RE

Strano a dirsi, ma per riportare tra i cieli i velivoli griffati Microsoft è stato necessario l’intervento dei treni, quelli dell’apprezzata – quanto costosissima – saga di Train Simulator targata Dovetail Games, nata come RailSimulator.com Ltd. Sì perché tra le due società è stato siglato un accordo di licenza commerciale che permette allo sviluppatore e publisher britannico di realizzare simulatori ad hoc, basati sull’eccellente tecnologia di volo virtuale creata da Microsoft in trenta anni di ricerca e sviluppo, sfociati anche in collaborazioni di prestigio con istituzioni ed enti come la nostra Aeronautica Militare.

Al di là dei progetti in divenire, nella “stretta di mano” è stata inserita anche la possibilità di lanciare su Steam, per la prima volta, il decimo e ultimo capitolo di Microsoft Flight Simulator, nello specifico la versione Gold (completa dell’Accelaration pack più tutti i contenuti della Professional Edition) forte di una serie di migliorie in grado di donare nuova linfa vitale ad un prodotto sì vecchiotto, ma ancora capace di graffiare lo schermo per le sue indiscutibili qualità. Uscito un po’ a sorpresa lo scorso 18 dicembre, durante il primo giorno dei saldi natalizi 2014 sulla piattaforma Valve, il titolo è stato lanciato per l’occasione a un prezzo incredibilmente appetibile e concorrenziale per il genere d’appartenenza, ovvero appena 4,99 Euro, una cifra irrisoria per un prodotto in grado di offrire migliaia di ore di divertimento e con valori produttivi fuori parametro per buona parte degli altri simulatori sulla piazza. Il prezzo, al di fuori dei saldi, è salito attorno ai 25 Euro, ma anche così si tratta di un investimento contenuto e intelligente, se il genere rientra nelle corde di chi acquista. Quando Microsoft sviluppò Flight Simulator X, infatti, aveva chiaramente lo sguardo rivolto ai sistemi del futuro, e fortunatamente, sebbene dal punto di vista squisitamente visivo non siamo innanzi ad una delle famigerate remastered (l’accordo con Dovetail Games escludeva interventi “cosmetici” sull’opera) e siano evidenti alcuni limiti, resta comunque gradevole da vedere ma soprattutto immenso da giocare. Insomma, se volete sapere perché, ancora oggi, vale la pena lanciarsi su Microsoft Flight Simulator X, non dovete far altro che continuare a leggere.

LIBERTÀ ASSOLUTA

Per percepire la vastità del prodotto e il lavoro mostruoso che c’è stato dietro per concepirlo, è sufficiente considerare un paio di dettagli che lo caratterizzano, ovvero i ventiquattromila aeroporti disponibili e l’intero globo terracqueo da esplorare. Avete letto bene, dal punto di vista della ricchezza l’ultimo vero simulatore di volo di casa Microsoft non teme assolutamente confronti, anche considerando l’esatta conformazione delle piste e l’accurata geografia mondiale, con tanto di simbolici monumenti naturali e artificiali da poter ammirare nelle varie ambientazioni. Sorvolando Roma, ad esempio, potrete osservare il Colosseo e San Pietro nella Città del Vaticano, mentre in Egitto saranno in bella mostra le Piramidi e la Sfinge.

Per queste e moltissime altre ragioni, la modalità “Free Flight” resta una delle più apprezzate in assoluto dell’intero pacchetto, laddove è possibile scegliere un velivolo, un aeroporto di partenza, uno di destinazione (con tanto di accuratissimo piano di volo da organizzare) e lanciarsi in un’esperienza incredibilmente affine a quella reale, anche tenendo in considerazione la possibilità di avere le condizioni meteo effettive e in tempo reale. Possono sembrare finezze, ma si tratta di traguardi tecnologici importanti che esaltano la profondità e l’accuratezza della simulazione. Non è un caso che molti piloti professionisti adottino il simulatore Microsoft per tenersi in esercizio o mettere alla frusta le proprie capacità nelle più disparate condizioni di volo. Ovviamente è possibile gestire la complessità dei comandi con una sconfinata serie di impostazioni, rendendo il prodotto appetibile sia per i piloti veri (c’è persino una sezione apposita del manuale a essi dedicata) che per chi si cimenta per la prima volta con una simulazione del genere, affascinato dall’esperienza del volo. Pensate che nel cosiddetto “Learning Center” si trova una moltitudine di manuali dedicati agli aspetti tecnici sapientemente illustrati, oltre che lezioni di volo tenute dal celebre doppiatore ed espertissimo pilota Rod Machado, che molti addetti ai lavori paragonano a un corso teorico da migliaia e migliaia di dollari.

Peccato che un errore negli script non permetta, al momento, di gustarsi le suddette lezioni dal punto di vista pratico, in attesa che una patch sistemi l’inconveniente portato all’attenzione di Dovetail Games da moltissimi utenti. Nel complesso c’è documentazione più che sufficiente – attualmente solo in inglese, ma si vocifera di una traduzione nella nostra lingua – con la quale imparare effettivamente le dinamiche del volo, oltre che lo scopo e il funzionamento degli innumerevoli strumenti presenti in cabina. Certo, come suggeriscono i piloti che giocano a Flight Simulator, le lezioni di volo vere e proprie sono insostituibili, ma conoscere tutto ciò che il Learning Center ha da offrire vi pone in una condizione di assoluto vantaggio rispetto a chi parte da zero. Altra componente apprezzatissima del titolo è quella relativa alle cosiddette Missions, che oltre ad accogliere una parte dedicata ai tutorial, regala situazioni di volo via via sempre più complesse, articolate e appassionanti. La prima dozzina di lezioni mette il giocatore ai comandi di svariate tipologie di velivoli, dal superleggero Air Creation 582-SL Trike Ultralight, impegnato a superare semplici checkpoint, sino al piccolo elicottero Robinson R22 Beta II, passando per fascinose escursioni tra le correnti ascensionali sul lago Tahoe (Nevada) – a bordo dell’aliante DG Flugzeugbau DG-800 S – e voli di linea nei cieli scozzesi, con tanto di fasi “taxi” a terra sino a raggiungere il gate esatto. Stupendo il doppiaggio in inglese che accompagna le varie missioni, dove gli scambi di battute con le torri di controllo, gli istruttori e le personalità imbarcate, aumentano esponenzialmente l’immedesimazione del giocatore. Superati i tutorial si viene proiettati in situazioni di ogni genere, grazie alla varietà dei velivoli (una trentina in tutto) e le innumerevoli condizioni da affrontare. 

 

Si parte da un tranquillo “vip tour” attorno alla base Edwards delle forze aeree americane, a bordo di un bellissimo Beechcraft King Air 350, e si arriva sino alle acrobazie di livello “Expert” su aerei griffati Red Bull. Nel mezzo si trovano missioni di soccorso, impegnativi voli di linea, evoluzioni con un potente F/A 18 Hornet, condizioni climatiche avverse e pericolosissimi guasti da gestire. Completare al meglio le missioni, sbloccando tutte le relative medaglie e onorificenze, può portar via tranquillamente centinaia di ore di gioco, da moltiplicare all’infinito se si considera anche il comparto multiplayer, con decine e decine di giocatori connessi contemporaneamente su server e la possibilità di impersonare, oltre che piloti e copil

oti, anche i cosiddetti “uomini radar” delle torri di controllo, occupandosi del monitoraggio del traffico aereo.

L’OCCHIO DELL’AQUILA

Come specificato in sede di premessa, la Steam Edition di Microsoft Flight Simulator X non offre evoluzioni tecniche proprio in ragione dell’accordo commerciale stipulato, tuttavia, potendo per la prima volta settare tutti i dettagli grafici al massimo senza ottenere un simulatore di dispositive, lo spettacolo offerto non risulta poi così datato. E’ vero, i modelli degli aerei sono solo discreti, i cockpit decisamente grezzi, molte texture slavate e le ambientazioni generalmente spoglie, ma il cielo, le nuvole volumetriche e le città osservate dall’alto, magari abbracciate da foreste, laghi o fiumi, rigorosamente riprodotti, riescono ancora oggi a regalare scorci apprezzabili e affascinanti. Le impostazioni grafiche avanzate restano tra le più complete in circolazione, e pur non accogliendo gli ultimi ritrovati tecnologici in tal senso (come l’illuminazione globale o l’occlusione ambientale), donano una buona e reale scalabilità al prodotto, ora finalmente fruibile su sistemi che sino a poco tempo fa erano impensabili.

Sono moltissimi gli utenti che hanno fatto confronti tra la versione su disco e la Steam Edition, riscontrando notevoli vantaggi in termini di fluidità assoluta per quest’ultima. Al sensibile miglioramento prestazionale va aggiunto anche il processo di bug-fixing cui è stato sottoposto l’intero codice, e benché permangano tuttora alcuni difetti da rettificare, al di là del già citato Learning Center l’opera è completamente fruibile. Indubbio che la componente più interessante e profonda di Microsoft Flight Simulator X risieda nell’accuratissimo modello di volo, che rende necessario equipaggiarsi con un buon joystick, al quale va necessariamente affiancata la tastiera (o una costosissima periferica) per le molteplici funzioni avanzate: basti pensare alle regolazioni più intime del motore (o dei motori), appannaggio per i veri piloti e gli appassionati più incalliti, o quelle specifiche per determinati modelli, come ad esempio il dispositivo di sgancio della corda che lega gli alianti al velivolo di supporto. Con le impostazioni di base e un joystick, comunque, anche il novizio può divertirsi perfettamente col simulatore portato a nuova vita da Dovetail Games. Insomma, la quantità sconfinata di contenuti tratti dalla versione Gold, la rinnovata e solidissima fluidità, l’eliminazione di buona parte dei bug (ma non tutti) che affliggevano l’originale e il costo abbordabile, oltre che il supporto ai nuovi sistemi operativi, sono le ragioni principali che hanno spinto numerosi appassionati, pur avendo l’originale, ad acquistare la Steam Edition, la migliore in assoluto e che rende finalmente giustizia all’immenso lavoro svolto dagli sviluppatori quasi dieci anni addietro. E questo è solo il primo passo, dato che alla fine del prossimo anno vedrà la luce il primo simulatore di volo di Dovetail Games basato sui recenti accordi stipulati, verosimilmente l’erede della celebre saga Microsoft con un appeal tecnologico di nuova generazione. La speranza, in realtà un poco vana, è quella di non vedere il nuovo titolo infarcito da costosissimi contenuti scaricabili come Train Simulator, il più costoso videogioco su Steam se si sommano le sue innumerevoli singole parti.

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